come funziona il gruppo elettrogeno di emergenza

Interno quadro automatico per gruppo elettrogeno

Interno quadro automatico per gruppo elettrogeno

[1] - Magnetotermico Generatore

[2] - Teleruttore del Generatore  

[3] - Teleruttore di Rete

[4] - Morsettiere di Potenza

[5] - Trasformatori di corrente

[6] - Morsettiera telecomandi e motore

[7] - Banco fusibili di protezione

[8] - Banco relè estraibili

[9] - Caricabatteria motore

[10] - Pulsante di emergenza

[11] - Centralina AMF

[12] - Cavo schermato CANBUS

Indifferentemente dalla potenza, le parti sopra sono sempre presenti in un quadro automatico per gruppo elettrogeno di emergenza. Le dimensioni di un quadro per un gruppo elettrogeno da 25kVA sono circa 600x400x250 con un peso di circa 30 kili. Un quadro da 200kVA può avere una altezza di oltre un metro e raggiungere i 100Kili di peso. I collegamneti di potenza, anzichè essere realiizati con cavo vengono eseguiti con barre di rame di opportuna sezione.

Come funziona il gruppo elettrogeno di emergenza

Il gruppo elettrogeno di emergenza è in grado di fornire la corrente elettrica in caso di BLACK-OUT. Deve essere dotato di un quadro elettrico connesso alla distribuzione della rete pubblica, connesso al vostro impianto elettrico e logicamente al gruppo elettrogeno.

Il quadro ha nel suo interno dei grossi 'interruttori' in grado di funzionare automaticamente. Possono collegare il vostro impianto alla rete oppure al gruppo elettrogeno. Il quadro è costruito in modo che non possa mettere in comunicazione la rete con il gruppo elettrogeno o viceversa.

A bordo del quadro c'è una centralina solitamente chiamata modulo AMF (Automatic Mains Failure). La centralina provvede al controllo automatico oppure manuale dell'intero sistema.

La centralina è programmata in base al tipo di impianto impostando decine di parametri per adattare esigenze particolari quali:

  • un intervento automatico con ritardo temporizzato
  • un intervento automatico in funzione di condizioni orarie, quali ad esempio la inibizione nelle ore notturne
  • un intervento automatico soggetto a controlli remoti
  • un intervento strettamente manuale

La centralina attiva automaticamente il generatore quando la rete non ha le proprietà conformi alle restrizioni programmate. Questi parametri possono essere blandi o restrittivi a seconda delle esigenze. In certi impianti si tollerano condizione di rete molto variabili in termini di tensione e frequenza. In altri, a causa di particolari macchinari, non si tollerano variazioni ampie della tensione di rete.

Il concetto è che quando la centralina vede che la rete non è idonea, provvede allo stacco dalla rete pubblica. Viene lanciato un comando di avviamento al gruppo elettrogeno che consiste in queste operazioni:

>Preriscaldo del motore

>Comando del motorino di avviamento

>Stacco del motorino di avviamento a motore in moto

>Stabilizzazione dei giri del motore

>Fase di riscaldamento del motore

>La centralina continuamente analizza i segnali dei sensori del motore e dell'alternatore per capire se il motore funziona regolarmente.

>Dopo avere svolto le funzioni di cui sopra, se il generatore dispone di parametri elettrici idonei al servizio, la centralina AMF chiude il contattore di macchina per ristabilire il servizio di energia elettrica al posto della rete.

Durante tutte le fasi la centralina controlla la presenza di allarmi del motore o del generatore. In condizioni di severo pericolo la centralina ferma il motore. l'intervento di un operatore, localmente, o dalla stazione di telecontrollo potrebbe ristabilire le condizioni idonee al funzionamento.

La centralina ovviamente non perde mai di vista lo stato della rete. In base alle temporizzazioni impostate, quando la rete rientra nei limiti stabiliti, la centralina esegue le operazioni a ritroso.

La prima cosa è staccare la corrente dal generatore aprendo il teleruttore di gruppo elettrogeno. Il motore viene mantenuto in moto per raffreddare, per mezzo del funzionamento a vuoto, l'alternatore. Durante questo tempo, se si manifesta ancora un problema alla rete, il carico viene trasferito di nuovo al generatore.

Se la rete permane stabile, il motore viene fermato ed il sistema torna in condizioni di attesa. I quadri per uso industriale hanno installati sistemi di comunicazione remota permettendo immediate notifiche in caso di problemi. In grossi impianti, infatti il gruppo elettrogeno potrebbe trovarsi ad alcune centinaia di metri dal luogo di utilizzo della energia elettrica.

Questo descritto sopra è il funzionamento generico di un gruppo elettrogeno di emergenza. Il principio è valido per applicazioni industriali, civili o telecomunicazioni.

Altre informazioni sono disponibili a questi link

CENTRALINA PER IL CONTROLLO DELLA RETE

QUADRI AUTOMATICI GRUPPI ELETTROGENI LE ABITAZIONI

QUADRI AUTOMATICI GRUPPI ELETTROGENI PER IL TERZIARIO

NOZIONI DI TELECONTROLLO DEI GRUPPI ELETTROGENI AUTOMATICI